Vincere in ogni modo… CCNA!

Abbiate pazienza ed abbiate fede… con “in ogni modo” non voglio intendere “ad ogni costo”…
Lo posso confessare, ho un piacere ed una facilità nel raccontare dei ragazzi di CCNA.
Parlare delle storie di cui si rendono protagonisti nello sport, nella canoa polo…
Non c’è niente da inventarsi o per cui ingegnarsi con chissà quale fatica.
C’è solo da mantenere una certa obiettività.
Che per un tifoso un po’ “ultras” è anche l’impresa più complessa.
A Catania si è chiusa per il club, nella massima divisione nazionale, una stagione agonistica “storica”.
Storica.
CCNA “A” per la terza stagione consecutiva accede alle semifinali e per la seconda di seguito vince la medaglia di bronzo e sale sul podio.
Una conferma straordinaria e un rendimento in crescendo chiaro e evidente.
Quest’anno, il podio ha il sapore netto e riconoscibile di una promessa.
Per gli anni e le stagioni che verranno.
Non lo penso solo io…
Lo si legge negli occhi, sui volti, nei sorrisi, nel timido disappunto, nella misurata consapevolezza, nella contagiosa felicità dei canoisti azzurri rientrati dalla trasferta siciliana.

Tempo al tempo e cominciamo dall’inizio.
Le danze le apriamo sabato con gli spigolosi padroni di casa dello Jomar.
È il quarto di finale, alla meglio di tre partite, passa chi vince due sfide.
E ruggiamo!
Tre volte Fabrizio Massa e due Andrea Costagliola. Sul 5-1 concediamo l’onore delle armi agli avversari e per 5-3 ci congediamo dando appuntamento per “gara due”.
Ostici e spigolosi, l’abbiamo già detto dello Jomar?
Simpatici alla dea bendata e abbonati alla buona sorte. Non sono novità. Nonostante un rigore parato da Christophe Belat portierone francese di CCNA e nonostante riusciamo a sopperire ad una espulsione del capitano e a pareggiare allo scadere dei tempi regolamentari (3-3) in inferiorità con un’ennesima prodezza di Fabrizio Massa, prolungandosi il regime di superiorità numerica nell’overtime, Jomar con un crudele golden gol si regala una possibilità nella terza partita, e ci spedisce alla bella.
Il primo tempo della partita di spareggio scivola via aspro e senza segnature. Con due espulsioni per CCNA, una temporanea per Fabrizio ed un rosso inappellabile per Coach Carannante.
A tanta grazia non si voltano le spalle e i catanesi provano a prendere il largo, scavando un solco, un fossato a difesa del castello. Si portano avanti di due reti.
Ma i conti come sempre si fanno alla fine. E prima che la bella si chiuda, ci sono da raccontare la rimonta di CCNA, il pari, il giallo con relativa espulsione temporanea di TL7 (Tommaso Lampo, numero 7), il suo rientro in campo, ancora gol e vantaggio Jomar, ancora pari, sorpasso CCNA con Ale Schiano a una manciata di secondi dallo scadere e per non farci mancare nulla, ancora una espulsione contro CCNA ancora del capitano…
Ma CCNA Vs Jomar 5-4!
Direi che può bastare per aggiudicarci con assoluto merito il diritto di disputate la semifinale!
Anzi, ne avanza anche un bel po’!

Come da regolamento anche questa sfida si gioca alla meglio di tre.
E la prima delle tre, ancora sabato.
In una ingordigia di estenuanti emozioni.
La Polisportiva Catania, la nostra dirimpettaia, non ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per arrivare dove è arrivata. Col Posillipo, in due gare ha ipotecato il passaggio del turno e la semifinale. Non dico che arriva riposata alla sfida “uno”, ma certamente con energie mentali più “corpose”.
CCNA “A” raschia il fondo del barile e per un tempo scopre le carte in tavola. Ci siamo e non ci tiriamo indietro. Se c’è da menare, meniamo! E la Polisportiva “accusa” l’impeto e la compattezza dei nostri ragazzi. Ci portiamo due volte in vantaggio, la seconda con uno splendente Michele Pugliese (MP8), ma ci riprendono. Volano cartellini, anche gialli… la frazione finisce pari e con il primo tempo si esauriscono anche le nostre riserve energetiche. Benzina finita. Di nervi e collezionando ammonizioni restiamo in partita fin quasi alla fine, ma il varco giusto la Polisportiva lo trova. Il tabellino recita 4-2 per i catanesi, ma il quarto, sulla sirena, è solo un gol inutile quanto fastidioso.

Rivincita, gara due, domenica mattina.
Bisogna riportarsi con la memoria a Milano, al 2018, quando nelle semifinali CCNA c’era ma quelli, l’allora KST Siracusa, sembravano “altra cosa”, di un altro pianeta.
Nel frattempo, lo siamo diventati pure noi.
Non c’è più alcun dubbio!
La partita…
Tra “verdi” distribuiti equamente tra le due squadre e un gol subito a metà del primo tempo, quello che segna la svolta allo scadere della frazione è una magia di Christophe Belat.
Siamo sotto di uno, e il rigore parato è un avviso chiaro ed evidente che di lì non si passa.
La ripresa se possibile è ancora più asprigna.
Michele il rigore assegnato lo mette dentro e su una espulsione temporanea dei catanesi ci porta avanti nel punteggio. Grande Miki! Manca troppo per non fremere di ansia. Il pareggio arriva, le sportellate non si contano nemmeno più. Il punto è che se loro la mettono giù dura non siamo da meno… Se estraggono il coniglio dal cilindro, facciamo altrettanto… Se scattano, scattiamo più veloci, se attaccano, beh, trovano pane per i loro denti…
Se ne facessero tutti una ragione, CCNA non è il terzo incomodo, è una naturale e legittima pretendente a qualsiasi titolo ed obiettivo. Abbiamo una rosa ampia e consistente, giovane ed agguerrita, nessuno lesina impegno e qualità, da Vincenzo Lucci a Davide Di Meo.
Extratime? Ed extratime sia!
Una di quelle gare che hanno nel DNA una traiettoria già delineata.
Fabrizio Massa se ne fa artefice da fuoriclasse quale è. Insacca il 3-2 e chiude la partita.
Servirà la bella per stabilire chi affronterà il Chiavari già in finale.

Gara tre…
Se noi abbiamo Christophe, Andrea Romano, portierone catanese e della nazionale non è uno passato di lì per caso. Decide che deve essere l’eroe di giornata per la Polisportiva ed ingaggia un clamoroso “uno contro tutti” che contrassegnerà l’incontro.
Il match è bellissimo. Talmente l’immagine giusta per il movimento della canoa polo, che veramente c’è solo da restare senza parole per la mancanza di una telecamera ufficiale puntata sul campo!
L’atmosfera è quella “vecchi tempi”, con il pubblico assiepato a bordo campo e la famiglia CCNA numerosa e festante!
Ci giriamo attorno, cerchiamo di consolarci con discorsi “collaterali”, ma alla fine, al triplice fischio, l’ha spuntata di misura la Polisportiva.
Meritando come l’avremmo meritata noi.
La finale più giusta è stata giocata come semifinale!
Non c’è da rimpiangere nulla. Tutto quanto andava fatto, è stato fatto nel modo giusto.
Spirito, ardore, tecnica, tattica, prestazioni, un insieme ineccepibile, quasi perfetto.
La Polisportiva Catania ci supera quando mancavano appena 24 secondi dalla fine dei tempi regolamentari. 24 secondi!…

Una mazzata che avrebbe steso chiunque ma che invece non ha intaccato lo stato di grazia di CCNA “A”. Nella finale contro l’EUR i ragazzi della Sarparella non battono ciglio. A metà ripresa siamo avanti di tre reti, in gol Michele, Andrea, Fabrizio e Giuseppe Ruggiero. Christophe strega l’ennesimo rigorista, CCNA vince 4-3 e sale sul più meritato ma anche il più “scomodo” dei podi.
Chi ci sta sopra, guardandoci, comincia ad avvertire giustamente un certo disagio e il fiato sul collo.
Il titolo va al Chiavari.
Senza aver mai giocato una terza partita di bella, ha avuto bisogno di ben quattro supplementari per avere la meglio della Polisportiva Catania.
Quanto clamorosamente ci siamo andati vicini.. ma vicini vicini… vicini sul serio!
Se son rose… e sono rose!

E veniamo a questo due su tre che è stato l’elemento distintivo dei nostri playoff…
Voglio ricordare anche io tre momenti… due su tre, come il nostro cammino.
Il primo è un’azione simbolo. E non è un gol…
La palla è sul margine della linea laterale, protetta da un avversario e dalla sua canoa. Una palla “persa”, che se non aspetti che venga rimessa in gioco, non ci puoi fare nulla, solo commettere qualche scorrettezza. Invece Andrea Costagliola, capitano e fuoriclasse vede quello che altri non pensano nemmeno… una possibilità. E con l’avversario schierato e preparato “all’ingaggio”, di forza e coraggio, punta l’ostacolo, lo sposta agganciandolo con la propria canoa, e a furia di pagaiate, di ostinazione e rabbia agonistica, la conquista… è così che nascono le vittorie. Immaginandole anche quando sembrano impossibili!

Il secondo è un momento di meravigliosa sportività.
Il solo pensiero che la canoa polo non sia uno sport alle Olimpiadi proprio mentre queste si stavano disputando a Tokyo, rende misteriose e incomprensibili tutte le scelte che riguardano le discipline presenti.
Durante la finale tra Chiavari e Polisportiva, quella dei sei tempi necessari per chiuderla, vinta dai liguri, Andrea Romano, compie un gesto tecnico da fuoriclasse ed un sontuoso gesto sportivo da grande uomo. Segna con un colpo di pagaia uno straordinario golden gol. Assegnando di fatto il titolo di Campioni d’Italia alla Polisportiva Catania, la sua squadra.
Gli arbitri convalidano la rete e fischiano la fine dei giochi. Ma il fuoriclasse, l’atleta e l’uomo, alza la mano… quella che tutti stanno salutando come “impresa” è un’illusione, un inganno della vista… quella palla non è entrata. Ha sfiorato il palo, la parte esterna, è scivolata lungo la rete, la parte esterna, ed è ricaduta in acqua, non dall’interno della porta… no, la prodezza non è il gol di pagaia in una finale… la prodezza è avere reso onore allo sport e ai valori che nel frattempo venivano celebrati pomposamente ma a migliaia di chilometri di distanza, in Giappone, il paese del sol levante.

Il terzo momento, infine, ha a che fare col titolo di questo lungo racconto e con un epilogo.
Ma non lo spiegheremo a parole… non ne vale la pena.
Basteranno le immagini…

Chi ha fiato e animo vile e rancoroso che cantasse pure, inneggiando al Vesuvio.
Questa gente, CCNA e la sua famiglia, col fuoco ci si è già lavata…
Non male come risultato, no?

Gino Illiano

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