“C’è corner per il Napoli”…

Ve lo giuro, non so da dove cominciare!
Scrivo e cancello… riscrivo e cancello…
C’è talmente tanta emotività che trovare la giusta prospettiva è veramente difficile.
Ce lo vogliamo togliere subito il dente?
Ok, togliamocelo!
Quello che segue è un fermo immagine.
Nessun trucco e nessun inganno.
C’è Ale Schiano che aspetta di battere un rigore.
Al suo posto mi tremerebbero le vene, mi mancherebbe il fiato…
È la finale nazionale U21 di Canoa Polo.
CCNA vs Jomar Catania…
È la nostra settima partita in due giorni.
Ne abbiamo vinte sei di fila, per arrivare a questo momento.
In finale…
Il match, dopo essere stati in vantaggio anche di due lunghezze, è finito pari nei tempi regolamentari. Raggiunti, ma mai superati. Mai. Come in tutto il torneo!
Siamo nel pieno del primo tempo supplementare e vige la regola crudele del golden gol.
Il presunto fallo commesso dai siciliani è di quelli gravi, non ammette repliche. Non prevede nemmeno che ci possa essere il portiere a fare da ultimo baluardo. L’azione di CCNA era da gol. Il fallo è stato commesso sotto porta. Intervenire in uno spazio non consentito con la pagaia non concede margini interpretativi.
Rigore senza portiere.
Teoricamente in una percentuale irrilevante di casi si sbaglia…
Quando c’è vento.
Ma non ce n’è.
Quando le acque sono mosse.
Ma sono piatte a San Miniato.
AleSchiano deve metterla dentro.
Questo è quanto.
Il portiere mestamente dovrebbe lasciare la scena. È a capo chino, sta solo cercando di innervosire il nostro numero 14…

E così mi sarei ritrovato a raccontare un’altra storia e il conseguente epilogo trionfale…
Invece…
Tra lo stupore e la meraviglia di tutti, e per tutti intendo proprio “tutti”, uno dei due arbitri cambia la decisione assunta dal collega. Radicalmente.
Lo speaker comunica nell’altoparlante la ripresa del gioco… C’è corner per il Napoli…
C’è corner per il Napoli?
Che cosa?
Si può vedere e sentire integralmente dal filmato sulla pagina facebook di CCNA…
Che vi pare di cogliere nel tono di voce?
A me pare un profondissimo ed inequivocabile imbarazzo.
Le regole sono regole, ci sono e vanno rispettate tutte, indistintamente. Ma dovremmo credere che nel momento esatto in cui l’arbitro ha deciso di smentire l’altro, non abbia pensato e non fosse consapevole che quella giustizia che proditoriamente stava cercando di affermare non sarebbe stata invece la più inesorabile, irragionevole e irrimediabile delle ingiustizie?
Io no. Io non ci credo.
E mi chiedo e vi chiedo… può mai essere che si debba rivedere il senso di un clamoroso e meritatissimo successo solo perché l’ingiustificabile ritrattazione arbitrale non solo ci ha oggettivamente danneggiati, ma ha anche con tutta evidenza ribaltato gli stati d’animo e gli equilibri che c’erano in acqua in quel momento?
No. Non può essere!
Io non ne sono capace.
Io voglio raccontare il trionfo di CCNA!
Per cui ora, voltiamo pagina e ricominciamo. E come è giusto che sia, ricominciamo dal titolo…

Campioni di tutto, CCNA U21!

Stile, comportamento, impegno, serietà, rispetto…
Che storia CCNA!
Che ragazzi, che uomini, vestono questi colori e queste maglie!
Che orgoglio immaginare di essere rappresentati in giro per l’Italia e anche oltre da questa inestimabile gioventù.
In Toscana a San Miniato, nello scorso fine settimana CCNA è stata impegnata nel Campionato Italiano Serie A U21.
U21 nuova, e quindi con alcune innovazioni.
La più succosa, il Coach.
Alla guida dei ragazzi, Andrea Costagliola.
La prima valanga di applausi la fissiamo qua!
Ci ha creduto da subito nel progetto U21, convinto che ci si poteva pensare, andare e ben figurare!
Cioè, non andare e ben figurare… andare e provare a vincere! Per l’esattezza.
I ragazzi, beh, quelli li conosciamo tutti…

Non hanno bisogno di pompose presentazioni.
In questa estenuante estate di record climatici, in provincia di Pisa sabato pioveva…
Ma è comunque solo acqua… sopra o sotto… per questi in foto che importanza può mai avere?
Cinque partite, cinque vittorie di fila. Dalle 11,30 alle 15 di sabato, le prime quattro gare, quasi senza scendere mai dalle canoe. Rifilando complessivamente 37 gol agli avversari con +25 come differenza reti.
Nessuno ci ha regalato nulla, Bologna, Trieste, nessuno ha preso l’impegno sottogamba, Chiavari, nessuno ha risparmiato foga e determinazione, Firenze…
Tutti però, i nostri avversari, senza cavarne un ragno dal buco… o un granchio dalla tana, date le circostanze.
Nemmeno il Katana, che alla partita delle 18 contro di noi, la quinta di sabato, ci arrivava allo stesso modo, e cioè a punteggio pieno.

Siamo entrambe già in semifinale, ma la circostanza non ha il minimo significato.
Bisogna darsele di santa ragione? E allora ce le diamo!
CCNA conduce la sfida sempre in vantaggio, al più veniamo agguantati. Come se la squadra viaggiasse lanciata su di un binario. Il cammino è quello e non ci spostiamo di un millimetro. Nell’ultima occasione in cui subiamo il pareggio siamo in inferiorità per un giallo. Ma una volta al completo, fulminiamo i valorosi ragazzi catanesi di Ognina e voliamo spediti ad affrontare il Posillipo domenica mattina.
La seconda valanga di applausi vogliamo immaginare di sentirla qua!

La partita è inaspettatamente ostica e scorbutica. Deve esserlo. È un derby, ed è la semifinale del Campionato Italiano Serie A U21. La tensione si può fare a fette e i nervi sono corde di violino. Abbiamo dato prova di tutto il nostro meglio nei match giocati fino ad ora, è il turno di dare prova di equilibrio e tenuta psicologica. La prima metà di gara ci vede avanti, 2-1, ma è dura e ancora lunga. A metà ripresa, in seguito ad una manovra posillipina cocciuta ed ostinata e ad un lungo ma sterile possesso, proprio quando avremmo tutti giurato che la nostra tenuta difensiva fosse “stagna”, arriva il tiro sbilenco che non ti aspetti e che finisce quasi tra lo stupore generale in rete.
Tutto da rifare? Ma che…
La squadra è squadra e gioca da squadra. Ciascuno sa cosa fare, con e senza palla. Senza estenuare pubblico ed avversari, con infiniti giro palla. Sotto porta si fa a sportellate e si crea spazio, due finte, palla da lato a lato e infine l’inevitabile tiro. 3-2 ma non è ancora finita. C’è ancora materia per cuore e coronarie…
Un rigore assegnato e poi trasformato con disinvoltura in una punizione, con CCNA già in posizione di tiro (si, si come sopra, è successo per due partite consecutive!…), una traversa che non ci è complice e che oltre al danno restituisce la palla ai rossoverdi, un possesso in superiorità gestito con un eccesso di confidenza, una traversa che per una volta respinge in acqua una palla velenosa del Posillipo, le mani che la agguantano quelle in canoa azzurra ed infine la sirena liberatoria…
Pressione fuori scala, cuore in gola e finale conquistata con la sesta meritatissima, sudata vittoria!
Magica CCNA, stratosferici ragazzi!
Ovazione, ovazione!
Mi fermo qui, con la cronaca.
Saltiamo piè pari sul podio e ci godiamo i nostri campioni.

A questo punto preme solo fissare gli ultimi pensieri.
Uno rivolto ai ragazzi catanesi.
Bravi!
Bravi come sempre. Anzi più del solito. Bravi in acqua per risultati e prestazioni e bravi per il colore con cui hanno voluto giocare la finale. Per ricordare a tutti che mentre si fa sport e si cresce divertendosi, non bisogna trascurare che il mondo fuori è spesso guasto e pieno zeppo di brutture. Un bel gesto che fa onore e spessore.
La terza sonora scarica di applausi è giusto ci sia ora!
Sono sicuro che comprenderanno quanto brucia ogni volta, ogni volta ripeto, fare i conti anche con i “fantasmi” a bordo campo!

Un pensiero grato, lo rivolgiamo al Coach.
Carannante questa volta.
Dare fiducia è un segnale di forza.
È partita una spedizione il cui destino era quanto meno incerto, ne è tornato un gruppo solido, affiatato e vincente, che si è stretto attorno ad Andrea, alla propria guida e ci ha riempito tutti di orgoglio e di soddisfazioni.
Forza ragazzi, sotto con gli applausi!
E siccome soprattutto i ragazzi bisogna applaudire, ne propongo due in nome di tutti gli altri.
Davide Di Meo e Domenico Parascandola. Hanno segnato tutti, loro un po’ di più. Sono sicuro che vorranno e sapranno condividere i meriti con i compagni. Lo so senza alcun dubbio.
Un abbraccio riconoscente a Lorenzo. Questo interminabile racconto senza il suo impegno e la sua disponibilità non ci sarebbe mai stato. E quindi, volendo, un po’ è colpa sua…
A Fabrizio che è volato dai suoi ragazzi. Chilometri che hanno un valore ed un peso…

E un applauso alla famiglia CCNA.
Numerosa anche se spalmata tra casa e Pisa. A quelli che ci sono stati, grazie. E bravi. Così si fa!

Abbiamo vinto ragazzi.
Si vince in tanti modi diversi.
Avete vinto!
Perché avete osato. Perché ci avete creduto. Perché ci avete creduto assieme. Perché anche di fronte alle ostinate ingiustizie avete saputo cogliere il buono di tutto quanto il resto. Perché riuscite con una maturità che per degli adolescenti non è scontata in questa misura, a distinguere quello che è il mondo in canoa da quello che è fuori. Senza confondere mai nulla, tra ciò che è giusto e quello che invece è sbagliato.
Da genitori e tifosi vi guardiamo e impazziamo di gioia ed orgoglio!

Gino Illiano

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