Caccia al tesoro!

Manca poco più di un mese all’inizio della nuova stagione agonistica di CCNA.
Come ogni avventura che parte, anche la stagione che ci apprestiamo a vivere, ci mette e ci metterà di fronte a stati d’animo variabili e discordanti.
Entusiasmo e ansia, curiosità e timore, coraggio e timidezza.
Tra qualche settimana, la ricca stagione passata sarà “storia”.
E CCNA avrà molto da fare.
I ragazzi dovranno dimenticare velocemente medaglie, podi, applausi e complimenti, che pure sono stati meritati e numerosi. I coach avranno in più la bella rogna di riuscire nel compito “gratificante e ingrato” al tempo stesso, di seppellire il passato e indicare il futuro.
Come l’erba del vicino che è sempre più verde e curata, pure gli anni appena trascorsi sembrano perennemente quelli più giusti, i più facili, con quel qualcosa in più di quello che ci si trova davanti che invece appare costantemente il più scivoloso, complicato, duro e insidioso.
Il ricordo che ha radici nelle stagioni scorse e che batte tutti gli altri ricordi è quasi sempre benevolo. Depurato regolarmente di tutto quanto è stato impegnativo, estenuante, faticoso e talvolta deludente.
Storie tipo il servizio militare, gli esami, l’influenza, solo per fare qualche esempio, quando le ascoltiamo dalle voci di amici, sembrano le gesta eroiche degli impavidi paladini della Marvel.
Insomma, il pacchetto “ricordi” dovrebbe comprendere tutto, ed è per questa ragione che ritengo sia meglio “esorcizzare”, per non renderlo “monstre”, il “nostro” esaltante 2019.
Ci siamo? Abbiamo tutti perfettamente chiaro lo scenario? Più o meno è successo questo…
La prima volta sul podio nazionale della squadra A, la prima Coppa Italia U18 di CCNA, l’argento dell’U14, le finali nazionali U14 e U16, le prime convocazioni in nazionale degli U18, Mechelen, Coimbra, il Pinatar, la “A” di “All Star Game” a Bacoli, la rinascita della A1 a Taranto, la “B” degli “enfants terribles”, l’U21 Campione d’Italia…
Quanto pazzesco è stato l’ultimo anno per CCNA?
Appunto, esorcizziamolo. Mettiamo in fila quanto sfugge alla memoria perché “antipatico” e indigesto e fissiamo quali sono i punti in cui possiamo fare ancora meglio!
Proviamo a non essere permalosi, perché è solo nel “nostro” bene ed interesse, d’accordo?
Cominciamo dall’U14… In Coppa Italia, ok erano all’esordio… ma fu subito podio, argento come secondi… su 3 squadre. Già.
Con l’Ortigia vincemmo all’ultimo rintocco di campanella. Poi le prendemmo dal Catania, e da quel torneo, quasi ogni volta in avanti… Anche quando, nei playoff del campionato nazionale di strada ne avevamo fatta talmente che eravamo favoriti quanto e forse più di loro.
Ecco, col Catania dobbiamo fare meglio. E contro ogni “Catania” di turno! Magari con un timoniere che indichi la rotta, perché oltre tutte le loro innumerevoli possibilità, i “14 anni” sono il limite alto della categoria, e la stragrande parte dei nostri ragazzi li doveva e li dovrà ancora compiere.
Passiamo all’U16… mi piange tuttora il cuore…
Catania, sempre Catania.
Ok pure qua, mettiamoci anche l’arbitro e il suo scandaloso errore.
Ma col carattere si sopravvive e poi gettando il cuore oltre l’ostacolo si vede quel che si può fare. Invece abbiamo mollato la gara troppo presto. Ci serviva un alibi e lo abbiamo trovato. Perché poi, quando ci abbiamo provato, e l’U16 ci ha provato a buttare il cuore oltre l’ostacolo, purtroppo è stato troppo tardi per tentare di recuperare.
Nello specifico gli U16 sono quasi gli stessi dell’U18, e con loro chiudiamo questa pratica.
Le dieci reti subite col Catania a Trieste, il braccino corto con sardi e triestini, sono partite che bruciano ancora come sale su una ferita fresca!
È quando la strada si fa in salita che bisogna stringere i denti.
Catania o non Catania, siamo noi gli avversari da battere. Proviamo a ricordarlo. Perdiamo, e perderemo, ogni volta che i personalismi prendono e prenderanno il posto dello spirito di squadra, del sacrificio di ciascuno per il compagno in acqua. Perderemo, non solo sportivamente ma anche come persone, quando e ogni volta che l’egoismo avrà il sopravvento sulla generosità. Quando sbufferemo invece di pagaiare. Quando incolperemo invece di incoraggiare.
Nessuno mai vince da solo.
A meno che non ti chiami Maradona. Se ti chiami Maradona, solo se ti chiami Diego Maradona, allora tanto di cappello! In campo Maradona non ha mai sbuffato, mai rimproverato, ha sempre incoraggiato il compagno di squadra. Ha sempre rispettato compagni, tecnici ed arbitri. Ci si sente un gradino sopra gli altri? Bene, ci sta, potrebbe pure essere. Allora ci si comporta come Diego. Si incoraggia, si incita, si rispetta. Altrimenti resteranno negli occhi solo le bizze irritanti dei tanti signor nessuno!
Vale per tutte le categorie, ovviamente.
Per quelle squadre, “A”, U21, “B”, che il traguardo lo hanno tagliato col vento in poppa, se alla base non avessero avuto queste e tante altre qualità, tenacia, grinta, dedizione, difficilmente lo avrebbero tagliato.
Continuare ad avere queste doti e spronare tutti a creare quell’amalgama preziosa è la difficile sfida di questo 2020. Riuscire ad avere un’anima è compito di ciascun canoista e di ciascuna squadra in ogni categoria.
Si vince di conseguenza.
Per la struttura del Club, per CCNA, la sfida sarà quella di considerare egualmente importante ogni tessera del puzzle. CCNA nasce nelle giovanili, ha piantato nei suoi piccoli canoisti le radici. Sono come le fonti d’acqua che prima si trasformano in ruscello e che poi diventano fiume.
Lungimiranza è stato lo slogan, che lungimiranza continui ad essere.
Il tesoro c’è già, si tratta solo di difenderlo!
Per noi famiglia CCNA, memori di tante calorose accoglienze nelle faticose trasferte, la sfida sarà quella di ovviare ai limiti logistici di CCNA, quando si alzerà il sipario a Bacoli, a fine Maggio e poi a Settembre. Con l’auspicio che alle tante piccole risorse che costituiscono la solida base di questa famiglia “speciale”, si possano per una volta sommare le attenzioni della società civile e delle istituzioni.
Se non per chi merita, per chi allora dedicare attenzione?

Forza ragazzi!
Forza CCNA!

Addetto stampa
Gino Illiano

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