Sliding doors!

TRIESTE, CAMPIONATO ITALIANO “A Junior”

C.C. NAPOLI – C.M.M.N. Sauro 2-2
C.C. NAPOLI – Canoa Polo Ortigia 4-2
C.C. NAPOLI – G.S. Canoa Catania 2-10
C.C. NAPOLI – C.N. Posillipo 8-2
C.C. NAPOLI – Can. Ichnusa 3-1

Semifinale – C.C. NAPOLI – Can. Ichnusa 6-7
FINALE 3°- 4° – C.C. NAPOLI – C.M.M.N. Sauro 4-5

Prima ancora di addentrarci tra partite e risultati, voglio dire due cose.
Prima di tutto grazie all’intero “staff” che ha seguito i ragazzi.
CCNA U18 parte che a casa è ancora piena estate ed atterra a Trieste che sembra inverno. Fa freddo e cadranno puntuali sul torneo pioggia e fulmini.
Avere avuto “quell’occhio” è stato, per quelli a casa, tranquillizzante. E ancora di più grazie per le “dirette”. Se ne sente proprio la necessità sia per tifare sia per essere “comunità e famiglia”. Chi sotto al sole, chi stavolta sotto la pioggia, sappiamo tutti quanto sia difficile ed impegnativo.
E veniamo a bomba alla seconda considerazione.
Possibile che la federazione, nell’organizzare un torneo, non sia capace e non abbia i mezzi per piantare un cellulare su di un supporto e trasmettere a favore di tutti una diretta streaming, anche muta e senza commento?
Facciamo pervenire la richiesta in forma ufficiale, facciamo un po’ di pressione, mica staremo chiedendo la luna! Gli europei in Portogallo sono stati fantastici da seguire, e prima ancora i mondiali in Canada. E siccome è cosa a cui ogni volta ci dedichiamo a turno, sappiamo che si può fare. Quindi? Per appassionare le persone a questo sport, è determinante che si faccia “vedere”, cerchiamo di far comprendere ai vertici che basta veramente poco per fare grossi passi in avanti!
Veniamo a noi…
Come si commenta una sconfitta?
Che poi, sconfitta, insomma mi sa un po’ di esagerato…
Non lo so. Come si commenta, voglio dire.
E poi ripeto, non sono sicuro nemmeno che si possa parlare di sconfitta.
Non è detto che tutti condividano che di sconfitta si tratta.
Onestamente però, io sono combattuto. Ed è la prima volta.
Abbiamo sottolineato a più riprese che questi ragazzi sono dei predestinati. Sapevamo pure che avrebbero affrontato in questa trasferta una categoria ancora fuori portata.
Nonostante tutto, oggi a torneo appena chiuso, hanno nuovamente impressionato.
Di fatto, nessuna novità.
La novità però c’è.
L’inciampo temuto, quello che prima o poi arriva, effettivamente è arrivato.
E malgrado si sapesse, in realtà non siamo riusciti a prepararci perché non è mai possibile essere veramente preparati…
Quante volte ci siamo detti che “due sberle” sarebbero servite per crescere nella vita e capire che nello sport si migliora anche attraversando le sconfitte e i momenti difficili. Anzi che è proprio una sconfitta a dare la misura dello spessore di una squadra…
Di questo spessore la squadra ha dato ancora ampia dimostrazione.
Concludendo la prima esperienza in U18 giocandosi comunque una finale, contro i friulani padroni di casa, cedendo solo nel secondo tempo supplementare di una partita combattutissima e per giunta con l’amarezza del golden gol!
I nostri avversari nelle varie squadre ci erano quasi tutti di età superiore. Alcuni addirittura rientrati da poco da Coimbra per gli europei… Eppure, CCNA U18 pareggia coi triestini all’esordio nel torneo, batte con merito l’Ortigia, supera agilmente il Posillipo e vince con l’Ichnusa che ritroveremo poi in semifinale. Chiudiamo la fase a girone al secondo posto, dietro il Catania.
A guardare la classifica finale a tutti domenica brillavano gli occhi!
Al club, il giorno della partenza da casa, tutti abbottonati e nessun pronostico… Non si firma mai niente nello sport prima di giocare. Men che mai in CCNA. Scaramanzia e lucida consapevolezza.
Quando, a soli 5 secondi dalla fine della prima partita, Gianluigi Palma Esposito segna la rete del pareggio, davanti ai nostri occhi si sono spalancate le porte di un mondo di possibilità. Con l’Ortigia è stata la volta di Davide Illiano segnare il vantaggio per CCNA allo scadere del primo tempo. E da allora autostima e prospettive hanno cominciato ad assumere contorni netti e solidi. Poi ci hanno pensato Domenico Parascandola, Ale Schiano e Peppe Ruggiero ad alimentare sogni, ambizioni ed aspettative. Davide Di Meo e Peppe D’Alessio hanno timbrato gol e prestazioni durante tutto il torneo… con la porta difesa da un insuperabile Peppe Guardascione.
E dunque?
Senza perderci per vicoli e vicoletti, veniamo a questo “dunque”.
Ci sono due partite “indigeste”.
L’inutile e ininfluente “sbandata” col Catania, sulla quale c’è poco da dire.
È andata così. Pietra sopra! Amen!
E la semifinale contro i sardi dell’Ichnusa.
È quest’ultima che proprio…
2-2, 4-2, poi 4-4 ed infine ancora vantaggio 5-4 per i nostri ragazzi. Sardi in inferiorità numerica per una seconda espulsione “powerplay” e soli 4 minuti e mezzo del secondo tempo da giocare. Se teniamo botta, saremo nuovamente in parità numerica che mancheranno 2 minuti e poco più alla fine. Se… Se… Abbiamo avuto il tempo di pensare, di considerare, di immaginare… E tutti i “se” del mondo ci hanno assaliti e ci sono piombati addosso. È la “sindrome del tennista” ed è il peggiore degli avversari che ti possa capitare. Si chiama “nikefobia”, significa “paura di vincere” (“nike” vittoria e “phobos” paura).
Se ne sei colpito, rendi di più in allenamento che in gara, finisce che si mancano gli appuntamenti più importanti, si va in “bambola” ad un passo da un successo quasi sicuro, rischiando di finire catalogati come gli eterni secondi.
Abbiamo avuto il tempo di fiatare e di pensare e abbiamo avuto paura di vincere.
Per questo abbiamo colpito pali con tiri che alla Sarparella sarebbero finiti dritti in porta dieci volte su dieci e a occhi chiusi.
Succede. Capita a tutti.
Anche ai migliori, nessuno escluso.
Lo sport è pieno di queste storie.
Di campioni… Maradona, Baggio, Messi, Ibrah, McEnroe, Federer, Johnson, Jordan… e di squadre… Argentina, Italia, Brasile, Liverpool, Milan, Juve, Ajax, l’Italia del volley, l’Italia della pallanuoto… che hanno sbagliato un rigore o una partita.
E se prima ho detto di non sapere come si commenta l’amarezza di un risultato so invece esattamente quello che bisogna fare.
Passare in rassegna questi ragazzi, tutti quanti, quelli che hanno avuto un minutaggio maggiore e quelli che hanno avuto soli pochi spiccioli di campo e abbracciarli tutti.
Abbracciarli forte.
Ragazzi e Coach.
Battere il cinque e ringraziarli.
Hanno giocato, nelle varie competizioni, circa 34 partite in questa stagione, vincendone 21, quasi il 62%…
I ragazzi dell’Ichnusa, finalisti, mediamente 36, con 15 vittorie, 42%…
Trieste, 32 partite, 18 vittorie, 56%…
Catania in media quasi 48 partite a testa, 32 vittorie, il 65% di quelle giocate…
Sono numeri, sono importanti e si possono interpretare. Ma sono numeri che non mentono.
E confermano le parole di Fabrizio Massa “Questo gruppo meritava molto di più… Spero ne usciamo con la voglia di andare a vincere tutto l’anno prossimo!”.
Tra quello che è stato e quello che sarebbe potuto essere, tra “prendere” o “perdere” un treno, ci passa un niente, un’onda che ti sposta, un soffio di vento che “scarroccia” la canoa, una goccia d’acqua che finisce negli occhi, un riflesso che abbaglia… Roba che c’è anche quando tutto funziona alla grandissima e fila tutto liscio. Ma che inspiegabilmente talvolta arriva e bussa alla porta sbagliata nel momento sbagliato. Senza un perché.
Se è vero che CCNA non perde, ma impara, questa volta la lezione è che l’avversario più tosto, quello più insidioso e pericoloso, siamo noi stessi.
Ed è dura, durissima avere a che fare con uno forte e in gamba come “noi stessi”!
Come la vinci questa partita?

Addetto Stampa
Gino Illiano

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