Il bastone e la carota…u18 ai playoff

 

CCNA U18 raggiunge meritatamente il risultato. A Cagliari, in un infuocato week end, ha staccato l’ambito e prestigioso biglietto per i play off di settembre a Trieste. Non era scontato. Chiudiamo solidi terzi (9 punti), ad un solo punto dai padroni di casa dell’Ichnusa (10), e con lo stesso numero di vittorie (3). Nell’altro girone giocato a Siracusa, la formazione terza in classifica, il Posillipo, agguanta i play off, con soli 3 punti e a pari merito col Katana, spuntandola per differenza reti sui siciliani finiti per questo quarti.
Nasce con la luna storta la trasferta, col rischio di perdere a tavolino il primo incontro. L’aereo parte con 2 ore di ritardo e solo la sportività che regna sovrana nella canoa polo, ci ha consentito di non pagare pegno, recuperando l’incontro a torneo in corso. Nella nostra due giorni di canoa polo, si è visto il meglio e il peggio che i nostri bad boys sono capaci di mettere in acqua. A cominciare proprio dall’entusiasmante partita con l’Ancona. Siamo stati sotto per tutta la gara, eravamo 2-5 a 5 minuti dalla fine, pareggiato che mancava un solo minuto, e nuovamente in svantaggio a 44 secondi dal fischio finale. Ma con un colpo di coda e 2 gol di fila, l’abbiamo ribaltata e vinta (7-6). Olè!
Calmi tutti, chi di spada ferisce…
Con il Nazario Sauro di Trieste siamo stati noi quelli in vantaggio a meno di un minuto dalla fine. Il colpo di coda invece è stato dei triestini che ci affondano a soli due secondi dal triplice fischio. Ci costerà una posizione questa leggerezza. Fa bene il coach a richiamare la squadra ad un supplemento di allenamento sabato sera. Vanno bene alla Sarparella certi atteggiamenti indolenti e superficiali, ma nemmeno! Inaccettabili se vanificano allenamenti e sforzi, di squadra, Coach e famiglie, impegnate in una faticosa trasferta.
Domenica l’orgogliosa rimonta nel “ritorno” con l’Ancona, dallo 0-2 al 6-2, e chiusa 6-3, non cancella completamente la sensazione. È vero che battiamo in scioltezza l’Ichnusa (6-1), vendicando la sconfitta (1-4) del giorno prima, ma seppur senza valore per la classifica, cediamo nuovamente ai bravi canoisti del Trieste (0-3). La testa è nuovamente altrove, certamente non sul pezzo. Scricchiola qualcosa. Non è un exploit che fa di una squadra una leggenda o di un giocatore un fuoriclasse. Cari ragazzi, occorre rimettere velocemente i piedi per terra. Velocemente.
Il pensiero del Coach, Carannante…
“Dal un punto di vista tecnico, i problemi emersi, anche tattici, derivano da una maturazione di questi ragazzi ancora in evoluzione. Generalmente sono aspetti che si risolvono col tempo, con la crescita caratteriale e fisica, e col duro lavoro, ovviamente.
Nonostante tutto, secca molto però questo ricorrente partire a marce basse della squadra. Oramai è uno standard entrare con ritardo nelle partite e stare poi a rincorrere e provare a ribaltare. Certe volte funziona, molte altre invece rischiamo di pregiudicare il risultato. È un punto sul quale riflettere molto. Una cosa è l’allenamento a casa, altra è la competizione che non ammette esitazioni. Bisogna migliorare nella concentrazione, avere in mente ben chiaro l’obiettivo. Essere sul pezzo non solo per una partita ma per l’intero weekend di gare. Spesso si ha solo una chance, e se la regaliamo agli avversari, resteranno solo i rimpianti. Bisogna accettare la sconfitta se l’avversario è più forte. Ma bisogna assumersi le responsabilità se la sconfitta dipende invece solo da noi. E questo da allenatore, faccio un po’ fatica ad accettarlo, soprattutto da un gruppo in cui credo molto e che sta girando i campi di gara già da un po’ di tempo. Questo lo dico in generale, come considerazione oltre i singoli casi specifici. È evidente che a Cagliari ha inciso il volo in ritardo, e quello che poi ne è venuto come conseguenza il sabato. Ma fa tutto parte del gioco. Anche una lunga pausa, ad esempio, è da gestire meglio e non deve far calare l’attenzione. Invece abbiamo la tendenza a distrarci, spesso a sprecare le energie invece di conservarle per le gare. Sono le occasioni in cui l’età gioca questi scherzi e ci si rende conto che la strada è ancora lunga e con tante salite dietro l’angolo.
Sono ragazzi ed è naturale. Il divertimento è ancora il primo traguardo.
Ma se si cominciasse a pensare da “atleti”, cosa che deve prima o poi avvenire per il salto di qualità, certe scorribande in piscina, come questo fine settimana in Sardegna, si eviterebbero. Deve venire prima la ragione per cui ci si allena, la competizione. Si fanno sacrifici. Tutti facciamo delle rinunce, sia chiaro. A gare finite si può pensare eventualmente a festeggiare e a scaricare la tensione. È una questione di testa prima che di pagaie e canoe in carbonio. È tutta qui la differenza se si vogliono raggiungere certi traguardi.
È per questo che sabato sera ho deciso che era il caso di ripassare qualche schema, per ricreare quella tensione che mi era sembrata persa.
Come si dice, mazz’ e panell’ fanne ‘e figli bell!”
Grazie Coach, condivisione completa del pensiero!
Grazie anche alle fenomenali accompagnatrici, che tra dirette e litigi “on line” hanno mostrato a tratti più grinta dei ragazzi. E forse dei predecessori… Forse.
Grazie alla sportività di ciascuna squadra, Ancona in primis. Una bella storia edificante da raccontare, questa.
Grazie alla magnifica accoglienza ricevuta a Cagliari, da parte dell’intero club dell’Ichnusa. Dopo Taranto, un ulteriore esempio che uno sport a misura umana è possibile.
È a questa organizzazione che dobbiamo obbligatoriamente ambire, mezzi permettendo.
E comunque grazie ai ragazzi.
I vostri sogni e i vostri desideri sono anche i nostri, le vostre paure e le vostre difficoltà pure. Siamo dalla stessa parte.
Sempre!
Forza CCNA!

Addetto stampa Gino Illiano

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