Operazione “Trionfo”

Si è chiusa a Roma per la canoa polo una stagione “infinita”.
Non potevano essere da meno della stagione sia il Club che il suo fiore all’occhiello, la Senior A.
Infiniti!
Meno male che eravamo tutti a bordo campo, delle torbide acque dei laghetti dell’Eur, così possiamo testimoniare in massa e compatti che è tutto vero quanto segue.
Da Roma a Roma!
Dal nono posto di Palermo alla quarta giornata di campionato, dai dubbi e dalle preoccupazioni, alla conquista dei playoff sempre nella capitale qualche settimana fa, e poi alla prima volta nella giovane storia di CCNA sul podio scudetto.
Con un secco, tondo ed inequivocabile quarto di finale vinto contro i rivali posillipini senza alcun bisogno della seccatura di una “bella”!
E con la fenomenale semifinale giocata contro lo squadrone della Pro Scogli Chiavari, quelli sì invece, costretti allo spareggio contro i nostri indomabili e strepitosi ragazzi.
Possiamo orgogliosamente ricordare che Fabrizio Massa, Andrea Costagliola, Belat e soci sono stati i soli a battere in queste finali, quelli che poi sono diventati i Campioni d’Italia.
Non è finita…
A parte la “sovversione” della classifica, la nostra scalata dal 6° posto della regular season al podio, i numeri sorridono ulteriormente per i nostri.
Negli “score” personali abbiamo sempre Fabrizio ed Andrea al vertice dei marcatori affiancati con 7 reti, alle spalle dei soliti Luca Bellini del Chiavari e Davide Novara della Polisportiva Catania. Poco più giù, Michele Pugliese, con 4 segnature e una frattura alla caviglia, a incorniciare performance non solo di squadra, di assoluta levatura. Christophe Belat inoltre, si e ci regala una di quelle prestazioni che abbonderà nei racconti che circoleranno su questi campionati italiani. Para un rigore e cala la saracinesca davanti la sua, che è la nostra porta, nei modi più spettacolari che questo sport riesca a regalare.
E allora raccontiamolo questo straordinario, entusiasmante e storico terzo posto.
Che non fa difetto ricordare, si deve vincere in acqua.
La medaglia si vince solo battendo l’avversario nella finale per il podio.
Nel caso specifico, i catanesi, sempre loro, dello Jomar, protagonisti di una eccellente stagione.
Ma prima c’è stato il quarto di finale coi rossoverdi del Posillipo.
Due gare chiuse con lo stesso identico risultato. Vibranti e spigolose come solo un derby di una competizione scudetto può riuscire ad essere.
All’esordio, facciamo tutto noi per primi.
Conquistiamo la prima palla con Vincenzo Lucci, segniamo il primo gol con Fabrizio Massa, ci becchiamo il primo cartellino sempre con Fabrizio e perfino la prima espulsione con Salvatore Della Ragione. Poi anche la seconda in verità, col capitano Andrea, ma non sarà sufficiente al Posillipo per recuperare il 4-1 nel quale l’avevamo inchiodato. Vinciamo 4-3.
Ci dimentichiamo del risultato e giochiamo gara 2.
Schiumano giustamente di impeto e di agonismo gli amici rossoverdi, ma nonostante tutto impattiamo 2 pari la prima frazione.
Di cartucce pare non ce ne siano troppe altre, Michele ed Andrea chiudono la pratica con il pubblico a scandire in coro lo scorrere dei secondi e la vittoria finale. Altro 4-3 e ci giochiamo il podio con il Chiavari. “Quello” sapete già, no? Quel Chiavari là. Quello triste e vincente. Quello di una squadra temuta e senza un’anima al seguito. Quella che si applaude da sola. Ma si applaude. E che applaudiamo e applaudiremo poi alla fine pure noi, perché, occorre essere onesti, sono dei colossi in questo sport. Da anni.
Ecco, semifinale con questi.
Più prestigiosa, quasi impossibile.
La prima finisce 1-2.
Esatto, 1-2.
Ed alzi la mano chi ricorda un risultato così stringato nella canoa polo.
Appunto.
Perdiamo ma loro per superarci, devono pure sporcarsi le mani con 2 cartellini.
Siamo stati quasi perfetti.
Perfetti lo saremo nella successiva.
Ci sporchiamo le mani pure noi, segno che tra 2 squadre “monstre” o fai così o non la spunti.
E il bello è che la Pro Scogli ne ha di peli sullo stomaco e per mettere i puntini sulle “i”, parte pure alla grande e va in gol per prima. Ma i nostri respirano aria di impresa, Andrea luccica di luce propria ma tutta la squadra è in profonda trance agonistica. Il pubblico assiepato assiste stregato allo spettacolo, e non a “causa del sole bruciante”. Chiudiamo in vantaggio il primo tempo e già questo sembra un traguardo. Calmi. Ancora non è cominciato lo spettacolo… Secondo tempo. Prima palla a noi, gol dopo qualche decina di secondi, poi botte da orbi, una sequela di cartellini verdi come se fossimo ad un raduno della lega nord, quelli che non ci stanno ed accorciano con Haack Jan Erik, Micky nemmeno a parlarne ci mette del suo e segna ancora, Vincenzo non le manda a dire con la pagaia tanto da meritarsi secondo gli arbitri un bel giallo “powerplay”, Luca Bellini segna e rimette in gioco Vincy e il Chiavari, ma Andrea ispirato e capitano al top oramai da tempo, porta a 5 i nostri gol e a +2 il distacco. 5-3, di tempo ce ne sarebbe pure, ma bisogna riprendere fiato. Anche Chiavari in fondo è fatta di gente “umana”. Se la prendi per il verso giusto e con i giusti modi, anche l’armata ligure può essere riportata coi piedi per terra.
Questa semifinale finirà con la bella.
Unica circostanza, in cui questa eventualità, seppur prevista si è effettivamente verificata in questi playoff.
E questa è una notizia. Perché di mezzo c’è CCNA, e perché CCNA ha costretto agli spareggi “la bestia”.
Non si parlerà d’altro per un bel pezzo ai laghetti dell’Eur.
Ma la perfezione non è banale e non concede repliche industriali. La perfezione è un insieme non riproducibile di circostanze e di stati d’animo. La squadra ha fatto un capolavoro. Un capolavoro. Una prestazione seriale è tutt’altra faccenda.
Lasciamo le semifinali tra applausi e performance che hanno dell’unico, dell’inimitabile e del prezioso. Per ora. Non perché non ne siamo all’altezza. Avendo appena compiuto l’impresa, è chiaro, limpido e solare che non è così. Ma perché “per ora”, ancora siamo nello straordinario, mentre l’obiettivo è rientrare nell’ordinario.
Diciamo che con lo Jomar si è chiarito meglio il concetto.
Far diventare la norma quello che fino ad un certo punto sembrava eccezionale.
E il secondo tempo è stato questa roba qua… Christophe, Andrea, Fabrizio, Pachi, Vincenzo, Michele, Salvatore, Nicolò hanno trasformato lo standard rendendo normale recuperare un doppio svantaggio, passare in vantaggio, subire la rimonta, riportarsi sopra e difendere la medaglia e il podio ipnotizzando l’avversario in procinto di battere un rigore…
Questo è parso ad un tratto “normale”.
Due partite prima, l’avremmo giudicata una performance tra l’incredibile e l’impossibile.
Questo è il cammino di CCNA in questa finale ed è l’inizio per CCNA dell’operazione “trionfo”.
È un destino ed una necessità. La strada sognata assieme da questi ragazzi in questa stagione.
Montagne russe, ok, ma molto, molto divertenti.
Un’ultimissima, tanto ho già superato i limiti di legge…
Sappiate ragazzi che il pubblico è già avanti. Il vostro pubblico è già medaglia d’oro!

Foto
Erika Lucci

Addetto Stampa
Gino Illiano

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