Il più grande spettacolo dopo il Big Bang… (ovvero, “30 secondi dalla fine!”)

 

L’argine di una stagione, la svolta di un campionato è a soli 30 secondi dalla fine dell’ultima partita giocata dal Canoa Club Napoli, nella terza giornata del concentramento di Serie A Maschile.
E quella che a tutti gli effetti è considerata un’estrema azione difensiva, si trasforma per CCNA nella più entusiasmante delle azioni controffensive. La parata su rigore di Christophe Belat ci consegna di tutto un po’… Innanzitutto l’importantissima vittoria con i milanesi dell’Idroscalo… un doppio sorpasso in classifica proprio su Idroscalo e Jomar… un meritato quinto posto e come se non bastasse, mette nel mirino il Posillipo, ora a sole tre lunghezze.
Davvero tante conseguenze per una sola parata!
Che questo sia stato l’epilogo felice ed appassionante, non toglie che la due giorni a Bacoli della squadra del CCNA sia stata comunque difficile, faticosa ed altalenante.
Sabato le danze si sono aperte che meglio non si poteva sperare, contro i giallo canarino modenesi della Canottieri Mutina.
Abbiamo assistito ammirati all’esordio davanti al pubblico di casa della squadra e del suo nuovo portiere, Belat, accreditato di un pedigree da fuoriclasse assoluto.
Ed effettivamente gli occhi hanno brillato un po’ a tutti. Gioco spumeggiante, soluzioni ardite e fantasiose, impeto, tecnica, ritmo, efficacia. Un risultato ottenuto in scioltezza con il capitano Andrea Costagliola sugli scudi assieme a Fabrizio Massa e con Vincenzo Lucci, Michele Pugliese e Paki Ingenito impegnati a rendere facile la vita a Belat, favorendone in acqua l’inserimento nei meccanismi di squadra. Quando una partita va in questo modo, spesso la sensazione è che ci sia una equa distribuzione di meriti da una parte e demeriti dall’altra. Ma se si desse uno sguardo allo score dei modenesi, si vedrebbe il cammino di una squadra in crescita che raccoglie punti anche contro avversari più blasonati. Per cui, meriti e applausi a CCNA, senza se e senza ma.
Anche perché i “ma” li ritroviamo tutti nella partita successiva… tanti “ma”, e tanti “se”, anche troppi, con l’EUR.
L’esperienza dei “clienti” romani è di spessore, la squadra molto organizzata è arricchita da un talentuoso spagnolo, medaglia di bronzo ai mondiali del 2017. Riusciamo a limitarne il contributo, ma complessivamente, in acqua in questo match CCNA sembra smarrire la rotta. Teniamo botta nel primo tempo e viva la partita coi gol di Fabrizio e Andrea, ma le certezze difensive sembrano cigolare. Anche l’ottima prima impressione su Belat cede a qualche perplessità. L’equilibrio nella ripresa si rompe definitivamente e il risultato finale premia gli avversari, contro i quali non abbiamo mai dato l’impressione di poter avere la meglio. Aggiungerei due considerazioni a riguardo. La prima è che sono passate ben 6 ore (un record!) tra la prima partita e questa. Un’eternità se la concentrazione deve restare alta. La seconda è che giocare in casa non sempre lascia libera la mente. È stata “la prima volta” di questa squadra davanti al proprio pubblico. La maglia certe volte può essere pesante, l’acqua si trasforma in gelatina densa. E questo può accadere anche maramaldeggiando nella partita d’esordio e anche se hai una carriera luminosa alle spalle.
Il sabato è andato così.
La domenica si apre con lo “scoglio” della Pro Scogli Chiavari.
Di una squadra che vince meritatamente 13 partite su 13 non è che ci sarebbe molto da dire.
86 gol all’attivo di cui 33 di Luca Bellini, sole 27 reti subite, +59 come differenza…
Per dire, CCNA è a -6 come differenza reti…
Eppure…
Bellini, Pest e compagnia bella non lesinano mai foga e impegno contro CCNA. Vuol dire che per batterci occorre esattamente questo piglio e questo impeto. Il vigore e la tensione agonistica, sempre necessarie per primeggiare nello sport. In uno di contatto come la canoa polo, producono scintille, screzi, scontri casuali ed involontari, e conseguentemente cartellini e polemiche. Compito arduo per gli arbitri, reggere peso e pressioni di pubblico ma anche il carisma e la personalità dei giocatori.
E il peso specifico di alcune squadre e di alcuni giocatori non è proprio sempre uguale a quello di altri. Alcuni riescono quasi ad anticipare il giudizio. Per consapevolezza regolamentare, immaginiamo. Certo, così diventa più agevole pagaiare nella tonnara di un’azione sotto porta… se conosci perfettamente il regolamento, almeno quanto lo conosce l’arbitro e l’arbitro fischia tutto ciò che immagini sia giusto fischiare, la vivi più serenamente la partita, ovviamente.
Sto parlando di meriti, spero di non suscitare incomprensioni.
Detto ciò, il Chiavari subisce una espulsione definitiva, CCNA due temporanee e questo chiude definitivamente sia la partita che ogni altra considerazione.
Sale vertiginosamente l’ansia, la classifica langue.
Resta la partita con i milanesi dell’Idroscalo che in quel momento ci precedono di un punto e che non hanno brillato nelle partite giocate fino ad allora.
Insomma, una rogna niente male, il peggior cliente nella peggiore delle situazioni.
Nel primo tempo, l’unica rete segnata è la loro. Noi marchiamo una serie di occasioni sventate dalle parate decisive del portiere avversario, di innumerevoli passaggi sbagliati per centimetri e subiamo dei lunghi “possesso palla” come scelta tattica dei nostri contendenti dato il vantaggio maturato. È evidente che la palla è pesante e l’acqua densa come uno yogurt. Ma, sudato e cercato, agguantato più coi nervi e col cuore che con testa, tecnica e tattica, finalmente arriva il meritato pareggio di Christophe Belat. Sono passati quasi 8 minuti da quando abbiamo incassato il gol. Ne passeranno altri 5 prima che il capitano Andrea marchi il sorpasso! Il boato meraviglioso del pubblico e della squadra è musica. La tentazione sarebbe quella di tuffarsi tutti in acqua e festeggiare. Ma non è finita. Non ancora. Bisogna serrare i ranghi. Restano da giocare 50 secondi…
E succede di tutto! Di tutto…
A 30 secondi dal termine, all’Idroscalo viene assegnato un rigore. Vengono espulsi nel marasma generale due dei nostri. E nonostante tutta la buona volontà, la comprensione e la sportività, il pubblico proprio non riesce a capire, figurarsi ad accettare serenamente. Non aiuta per niente che anche questa volta, come in altre in queste giornate, serviranno interminabili minuti prima che la decisione arbitrale sia confermata. Troppo per una manifestazione di questo spessore. Troppi i dubbi. E troppo importante il risultato e questa partita per chiuderla così!
Purtroppo si va “sul dischetto”… tiro libero con portiere. Pesa la pagaia del francese. Quanti riuscirebbero a reggerla…
E invece Belat che aveva pure già pareggiato, ipnotizza il rigorista milanese e assurge a gloria sempiterna negli animi della gente, cancellando qualche perplessità che aleggiava dal giorno prima!
Lo scorrere del tempo si dilata ma non ci sono più energie in acqua da nessuna delle parti.
Solo per l’urlo liberatorio finale dell’intera famiglia CCNA, in acqua e fuori, solo per quello, di energia ce ne è in abbondanza!
Resta da ringraziare ciascun atleta e ciascuna squadra per lo spettacolo offerto. La compostezza e la misura di chi ha vinto e la pacata amarezza di chi purtroppo, nello sport succede, è tra gli sconfitti. L’organizzazione che è riuscita nella enorme impresa di rispettare i tempi e fare in modo di disputare tutti gli incontri in programma. Gli arbitri, augurando a loro e a noi che qualche inceppamento possa essere rapidamente risolto, per non pregiudicare la crescita e la credibilità di un movimento spettacolare e di uno sport magnifico.
È stato un week end dai mille colori. Resteranno negli occhi e nel cuore di chi crede che è in questo modo che si cresce e si migliora. Nello sport e nella vita.
C’è da essere soddisfatti.
Accontentarsi, mai!

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